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Scambio di Coppia

Sex secret Santa


di massimocurioso
31.01.2026    |    1.503    |    2 9.8
"Nel passato ho tradito molto e sono stato tradito qualche volta, mai, però, in questo modo, e per la prima volta dall’annuncio di Pam di voler aprire la coppia, ho un ripensamento..."
Mentre mi trovo in ufficio, ricevo un messaggio da Pam. È felice: Anna le ha comunicato che, se vogliamo, siamo i benvenuti nel club. Non sono stupito, l’interesse nei confronti della mia minuta ragazza era evidente, come pure la fame di carne fresca delle femmine del branco, e la prima cosa che penso è che mi piacerebbe passare la notte con Beatrice. Sarebbe bello partecipare alla lotteria e prendere subito il primo premio. Non che le altre siano da buttare, ma Bea è senza alcun dubbio un palmo sopra le altre, Anna compresa. La più matura e disinibita del gruppo, mente della festa, è una figa pazzesca, ma troppo spocchiosa. Ostenta bellezza e ricchezza dimenticando che nulla di tutto quello è merito suo: l’una la deve ai suoi avi, l’altra al marito.
Ci presentiamo la sera della vigilia al ristorante stabilito. Quando entriamo, gli altri sono già arrivati e sono seduti sulla lunga tavola, e subito noto una cosa strana: i maschi sono tutti seduti su un lato, le relative compagne dall’altra. Ogni donna della coppia è davanti al relativo compagno, un modo, forse, per aumentare la tensione del tradimento che si consumerà tra qualche ora.
Io e Pam ci sediamo al centro, di fianco ad Anna e Marco. Sorrisi, cortesie, discorsi frivoli. Visti da fuori, nessuno sospetterebbe che queste sei coppie stanno per perpetrare un tradimento di massa. Casuale, visto che il partner della notte verrà sorteggiato. Mangio il primo di pesce con un groppo allo stomaco. Per quanto mi sforzi di essere indifferente, la prospettiva che tra poche ore andrò a letto con una delle sei donne che ho davanti, e che la scelta sarà affidata al caso, mi eccita da impazzire. Mi giro verso Pam e capisco che anche lei è inquieta. Riconosco dai suoi movimenti rapidi che questa situazione sta pompando adrenalina in tutti i suoi muscoli.
Marco, alla mia sinistra parla senza interruzione, e mi spiega con zelo e discrezione lo svolgimento, mentre Anna sta facendo lo stesso con Pam, dall’altra parte del tavolo.
«Abbiamo prenotato sei stanze in altrettanti hotel, tutti diversi.» Fa un cenno a due piccole scatole, una azzurra, l’altra rosa, poste di fronte a lui. «Dentro ci sono le chiavi, ognuna con il nome dell’hotel e il numero della stanza. Le donne saranno le prime a pescare dalla scatola, senza far vedere a nessuno la destinazione. Subito dopo si dirigeranno verso le stanze. Mezz’ora dopo sarà il turno degli uomini. Ci si rivede a casa nostra domani mattina, per farci gli auguri di Natale.» Attende un mio cenno di assenso, poi alza il calice per proporre un brindisi. «A questa serata, agli amici vecchi e nuovi.»
Avvicino il calice a quello di Pam e lo faccio suonare. Lei lo beve tutto d’un sorso e poi mi sorride. Ha le pupille dilatate, sembra una vampira assetata di emozioni, di adrenalina. Non sono convinto che la nostra relazione durerà molto. Pam è una ragazza troppo instabile, una che si stanca facilmente di tutto, facendo stancare. In pochi mesi abbiamo fatto insieme esperienze che altri avrebbero fatto in anni, e temo che quella di questa notte sia più un salto su un dirupo che un passo in avanti nella nostra relazione.
Beatrice si trova a qualche metro da me, sulla sinistra. Per l’occasione ha optato per un completo rosso molto scollato, smalto e rossetto scuri, molto aggressivi. Passo in rassegna anche le altre: Anna, Sandra, Federica, Betty. Ognuna ha dei punti di forza, elementi che le rendono degne di una notte di passione, ma lei ha qualcosa in più. Se solo potessi leggerle nel pensiero, carpire il nome dell’hotel dove andrà … sarebbe barare, ma per un nobile scopo. E sono certo che non sarebbe la prima volta. Tutte queste coppie, apparentemente così ligie alle regole del gioco, nascondono qualcosa. È impossibile condurre questo gioco da anni senza mai uno screzio, una indiscrezione, un tentativo di aggirare le regole.
«Cosa le piace?»
Il biondo alla mia sinistra mi distoglie dai pensieri.
«Come?»
«Pam. Voglio prepararmi se capiterà a me.»
Snocciolo quattro cazzate, giusto per non fare la figura del ragazzo geloso.
«Ah. Decisione, resistenza, fantasia.»
Lui va dritto al punto.
«Lo prende nel culo?»
Mi sembra di compilare l’inventario del magazzino in cui lavoro. Pam non fa mancare nulla al proprio partner … perlomeno a me. Butto nel cestino il menù del giorno, quello che contiene le posizioni preferite e cazzate del genere, e rispondo senza dargli una risposta.
«Tutto quello che vuoi. E di più.»
Sono convincente: l’altro annuisce, soddisfatto. Pam non mi ha dato alcun indizio sulle sue preferenze rispetto ai cinque candidati, e anche adesso non si sofferma su uno in particolare, ma vaga con lo sguardo, forse con la stessa insopportabile ansia erotica che provo io.
«Cazzo, che ansia.»
Marco appoggia una mano sulla spalla.
«È il bello del gioco, ti garantisco che siamo tutti nella stessa barca. Ogni volta è la stessa dolce agonia. Ma se ti può consolare, non è nulla rispetto a quello che accadrà poi. Soprattutto domani!»
Lo guardo con aia interrogativa. Lui si fa una gran risata e toglie la mano.
«Capirai.»
Subito dopo si alza e dichiara l’inizio del gioco. Anna prende in mano la scatola rosa e si sposta con le altre donne su un angolo appartato del ristorante. Prende una busta e consegna la scatola a Beatrice. L’operazione si ripete con le altre. Pam è l’ultima, prende la busta e raccoglie le sue cose.
«Ci vediamo domani mattina … spero.»
In effetti, esiste la possibilità che finisca nella stanza della mia ragazza. Sarebbe una gran sfiga, di entità tale che non la voglio nemmeno prendere in considerazione.
«A domani. Divertiti.»
La guardo e capisco che è un invito superfluo. Il bacio che ci scambiamo sa di ipocrisia. Nel passato ho tradito molto e sono stato tradito qualche volta, mai, però, in questo modo, e per la prima volta dall’annuncio di Pam di voler aprire la coppia, ho un ripensamento.
Ma ormai è troppo tardi, lei ha già messo il cappotto e sta uscendo. La vedo salire su un taxi e sparire nel traffico.
Nella mezz’ora successiva ascolto i discorsi degli altri, con lo sguardo fisso sulla scatola davanti a me, e la sedia dove fino a poco fa c’era Pam, scoprendo che, in fondo, non sono geloso per il fatto che uno dei cinque seduti al tavolo scoperà la mia ragazza. Piuttosto, non vedo l’ora di aprire la porta e scoprire con chi passerò io la notte. Non è la prima volta che faccio sesso con una ragazza sconosciuta, conosciuta in un locale o a una festa, sul lungomare o al terrazzo del resort nel quale sto trascorrendo le vacanze. Momenti di piacere effimeri, leggeri, senza impegno. Stasera è diverso: farò sesso con la compagna di uno degli uomini coi quali sto ridendo e scherzando, e inizio a capire quello che mi ha detto prima Marco “capirai”. Sarà imbarazzante rivedersi domani mattina, scambiarsi gli auguri fingendo indifferenza col cornuto, come pure con l’amante. Sarebbe più facile confessare in pubblico, dire chi è stato con chi. Il vincolo di segretezza del gioco, il muro di omertà che permette a questa macchina infernale di poter sfornare ancora serate come questa, è lo stesso che rende tutto maledettamente eccitante e difficile.
Il tizio biondo guarda l’orologio e annuncia: «Ci siamo! Chi pesca per primo?»
Un paio di commensali si avventano sulla scatola e vuotano il contenuto. Sei buste bianche, perfettamente identiche, cadono sul tavolo. Una di queste scivola verso di me. Lo prendo come un segno e allungo la mano per prenderla, ma un concorrente mi anticipa, costringendomi a ripiegare su un'altra. Marco mette la sua in tasca e prende la roba.
«Signori, vi auguro una buona notte. Mi raccomando: aprite le buste solo dopo essere saliti in auto. Saldo io il conto, voi andate pure.»
Dopo un paio di minuti mi ritrovo solo. A questo punto apro la busta e leggo il nome dell’hotel. Lo conosco, è un cinque stelle in centro. Male che vada dormirò bene.
Salgo in macchina e verifico di avere tutto il necessario, poi mi avvio. Sono le undici e mezza della Vigilia di Natale, il navigatore mi da quarantatré minuti alla destinazione, l’ora ideale per scartare il regalo che la mia ragazza ha messo sotto l’albero. Non mi importa più così tanto di trovare Beatrice: il bello di questo gioco è il gioco stesso, non con chi consumi la notte. Anche perché, in fondo, quello che provo io, lo provano anche gli altri. Un desiderio comune che appiattisce le aspettative, elevando a massima potenza la libido.
«Non conta la destinazione, ma il viaggio.»
L’hotel è vuoto. Il ragazzo della reception mi saluta mentre salgo in ascensore. Pigio “12” e mi guardo allo specchio, aggiustando i capelli. Lungo il corridoio mi sembra di sentire il profumo di femmina in calore, il battito del cuore della donna che attende lo scatto della porta, seduta sul letto. Mi fermo davanti al numero 1212 e attendo, con il badge in mano. Pochi centimetri di legno mi separano dal risolvere il mistero, scoprire se la busta che lo stronzo mi ha sottratto è stato un atto benevolo manovrato dal destino, o un gesto cafone da parte di uno che sa leggere attraverso le buste sigillate.
La porta si apre prima che abbia il tempo di appoggiare la tessera sul lettore. Una donna con addosso un completino verde, molto sexy, autoreggenti e mules compare dietro la porta. Mi squadra come se mi aspettasse da una vita, poi dice in tono provocatorio.
«Deluso?»
La guardo, ammagliato. Ha una voglia ampia sull’interno coscia sinistro. Il seno è più prosperoso e invitante di come lo avevo immaginato vedendola da vestita. Metto il badge in tasca.
«Al contrario. Stupito dalla piacevole sorpresa.»
Passano alcuni secondi, durante i quali iniziamo a scoparci con gli occhi. Poi lei rompe il silenzio.
«Allora, che fai? Entri o scappi?»
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